Lunedì TECH: non solo carne sintetica, ecco gli altri cibi "in vitro"

Michela Morelli

Tempo fa ci siamo occupati dell'argomento "cibi sintetici", parlando soprattutto della carne e della possibilità di crearla in laboratorio per ridurre al minimo le emissioni di CO2 causate dagli allevamenti. Per rileggere l'articolo clicca qui.

In principio fu la carne

Ecco che cosa sapevamo, fino a poco fa, della carne creata in laboratorio.

"Perché mai si dovrebbe creare della carne artificiale in laboratorio? Anna Lisa Bonfranceschi spiega: “coltivare e assemblare carne il laboratorio – grazie a colture cellulari – sembra una scelta ragionevole, cruelty free e più rispettosa dell’ambiente: non richiede allevamenti intensivi né macelli, non prevede utilizzo di suolo per la sua produzione, è a ridotto impatto ambientale, e porterebbe a una riduzione degli antibiotici e degli ormoni usati negli allevamenti, delle spese energetiche e delle emissioni.”

I primi esperimenti risalgono ormai a più di qualche anno fa, mentre alla fine dello scorso anno si è passati dalla creazione di hamburger a quella di vere e proprie bistecche artificiali. I ricercatori hanno utilizzato cellule muscolari di animali come coniglio e mucca e le hanno fatte sviluppare su gelatina commestibile che imita la consistenza della carne vera. Restano aperte questioni come etica, quantità e qualità dei prodotti ottenuti. E costi. Ma importanti passi avanti sono già stati compiuti nella giusta direzione."

Le nuove notizie in materia, invece, sono riportate da La Repubblica in un articolo di fine gennaio: "Nei giorni scorsi, presentando il piano quinquennale, il ministero dell'agricoltura cinese ha per la prima volta incluso la carne in vitro e altri cibi del futuro come la carne vegetale nelle proprie linee guida per la "sicurezza alimentare"." Una svolta nel campo delle proteine alternative, ma che in realtà non fa che aprire la strada ai nuovi cibi sintetici.

Miele, latte, uova: ecco i nuovi cibi (in vitro) del futuro

La parola chiave? Fermentazione. La chimica dei lieviti potrebbe essere alla base delle produzioni di alimenti sintetici in futuro.

I primi esperimenti sono già in corso: un'azienda di San Francisco sta mettendo a punto e portando già avanti con successo la sua produzione di miele...senza api! L'azienda si chiama MeliBio e Darko Mandich, fondatore, ha dichiarato alla BBC: "Simuliamo in laboratorio quello che avviene nell'alveare: le api raccolgono il polline e lo convertono negli elementi base del miele, glucosio e fruttosio".

Focus, trattando l'argomento, ne prevede il possibile potenziale: "Alla MeliBio questo processo viene replicato utilizzando la fermentazione: viene fornito un alimento a particolari microrganismi, i lieviti, che lo trasformano in qualcosa d'altro. È quello che succede con la birra: i lieviti digeriscono gli zuccheri e li trasformano in alcol. Scegliendo opportunamente l'elemento di partenza e la famiglia di lieviti è possibile attivare processi di fermentazione in grado di produrre quasi tutto: miele, albume d'uovo, latticini.

Alla Clara Food, altra start-up californiana che produce albume d'uovo artificiale, sostengono che il loro prodotto, oltre che essere di ottima qualità, sia meglio di quello originale per tutti gli impieghi culinari: si conserva meglio, più a lungo e non ha problemi di contaminazione con batteri o antibiotici."

Saranno davvero questi i cibi del futuro? Se sì, pensi che li assaggerai volentieri?


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