Sigarette elettroniche: ma allora fanno bene o male?


Dopo un primo periodo di sperimentazione e di utilizzo tutto sommato spensierato del vaporizzatore elettronico, gli “svapatori” stanno iniziando a farsi qualche domanda. Ma la sigaretta elettronica, alla fine, fa male oppure no?

Per chi non si fosse mai approcciato a questo tipo di dispositivo, chiariamo prima di tutto di cosa stiamo parlando. La sigaretta elettronica è un apparecchio che scalda una soluzione liquida e la trasforma in vapore. Nella soluzione liquida sono contenuti elementi chimici vari, aromi e, a scelta, una percentuale variabile di nicotina. La vaporizzazione, a differenza della combustione delle sigarette tradizionali, evita la formazione di residui come catrame ed idrocarburi. La mancanza di gas tossici e la percentuale regolabile di nicotina dovrebbero aiutare nella disassuefazione dal fumo.

Vantaggi rispetto alla sigaretta tradizionale

Come abbiamo anticipato, la e-cig dovrebbe fungere da passaggio intermedio tra la dipendenza da fumo e la perdita del vizio. L’obiettivo di smettere non è sempre presente tra gli svapatori, ma in difesa della sigaretta elettronica possiamo dire che è sicuramente meno dannosa della sigaretta tradizionale per quanto riguarda la produzione di gas tossici e di scarti della combustione. I rischi a cui si viene esposti, perciò, non sono annullati ma perlomeno limitati.

A spezzare una lancia a favore della e-cig c’è anche uno studio del 2017 della rivista Annals of Internal Medicine. A soli sei mesi dal passaggio dalla sigaretta elettronica a quella tradizionale, i ricercatori hanno rilevato una significativa riduzione di sostanze cancerogene nell’organismo.

Questioni irrisolte

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, interrogata sui possibili rischi legati all’utilizzo della sigaretta elettronica, si è detta preoccupata ma ancora non in grado di dare risposte certe. Il nodo della questione è: fa davvero meno male o semplicemente non se ne conoscono gli effetti a lungo termine? Interessante, al riguardo, il punto di vista del dottor Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano. Intervistato nell’ambito dell’iniziativa Facciamo chiarezza, per la conoscenza dei tumori della Fondazione AIRC, il chirurgo ha dichiarato: “È ancora troppo presto per dire se le sigarette elettroniche siano pericolose e quanto. Si tratta di sostanze molto diverse tra loro e abbiamo bisogno di più tempo per osservarle. Sappiamo che per alcuni fumatori possono aiutare a smettere, ma sappiamo anche che dove sono state utilizzate prima che in Italia, hanno prodotto un aumento della quantità di fumatori nella popolazione.”

Studi effettuati sui dispositivi hanno evidenziato che nel vapore prodotto dalle e-cig ci sono sostanze potenzialmente dannose. L’AIRC parla di glicole propilenico, generalmente considerato sicuro ma che può causare irritazione dopo lunghe e ripetute esposizioni alla sostanza. Il suo riscaldamento può inoltre produrre formaldeide e acetaldeide, dannosi ma non in modeste quantità. Ciò che emerge da questi studi è dunque che la differenza la fa la qualità e la quantità degli elementi chimici utilizzati. Motivo in più per accertarsi sempre della qualità e della provenienza dei liquidi in commercio.

Perché i dubbi rimangono

A destare la preoccupazione dei medici e dei consumatori è stata una serie di decessi sospetti negli Stati Uniti. Quella che è sembrata una vera e propria epidemia si è poi rivelata una polmonite dovuta all’inalazione di sostanze oleose o vaselina. La sigaretta elettronica, di conseguenza, è stata messa sotto accusa ed è diventata oggetto di studio.

Molte ricerche hanno confermato che, tra gli svapatori, sono più frequenti bronchiti, riniti, asma e respiro corto. Anche le sperimentazioni sugli animali hanno permesso l’osservazione di danni al polmone e maggiore suscettibilità alle infezioni.

Senza voler perciò demonizzare l’utilizzo della sigaretta elettronica, gli studi convergono nella direzione della cautela. Fin quando le evidenze scientifiche non porteranno ad una condanna o all’assoluzione della sigaretta elettronica, valgono le raccomandazioni di buon senso condivise da tutti i medici. No, quindi, alla sigaretta elettronica in gravidanza, nei giovanissimi e soprattutto non iniziare ad utilizzarla se non si è fumatori.

Tu cosa pensi della sigaretta elettronica? La utilizzi o conosci qualcuno che la usa? Pensi che il suo uso debba essere regolamentato/vietato nei locali pubblici? Dicci se pensi che faccia bene o male, la Community sarà felice di leggere la tua opinione nei commenti.

Pubblicato in Lifestyle il 24 gennaio 2020 alle 12:00

Commenti

Avatar utente Carmela - 04 febbraio 2020 12:32
io non fumo..cosi non mi faccio male



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