(Un giorno) un robot ci salverà: le nuove tecnologie in campo medico


Quando si parla di nuove tecnologie la nostra mente va subito agli ultimi ritrovati nel campo della telefonia e dell’intrattenimento. I passi da gigante che la scienza sta compiendo in ogni ambito, però, vedono implicazioni particolarmente interessanti in un settore che ci riguarda molto più da vicino dell’ultima moda social: la medicina.

L’industria medica si sta infatti muovendo in direzioni che sembrano sconfinare nella fantascienza, ma che invece per nostra fortuna portano a progetti sempre più concreti. Scopriamo quali sono le tecnologie più rivoluzionarie in fase di sperimentazione e quali le loro possibili applicazioni future.

Realtà virtuale

realtà virtuale medicina.jpg

Le tecnologie immersive e multisensoriali sono la vera scoperta del mondo dell’intrattenimento e della cultura, ormai onnipresenti nei parchi divertimento come nei musei. Presto, però, queste scoperte innovative entreranno anche negli studi medici, con due importanti funzioni:

  1. formazione dei nuovi professionisti, i quali potranno prendere parte attiva nelle simulazioni iperrealistiche di operazioni chirurgiche. Potranno così testare le loro conoscenze e capacità in interventi a bassissimo o nessun rischio
  2. cura di disturbi psicologici in soggetti debilitati, autistici o affetti da sindromi ansiose. La simulazione di una realtà protetta permetterà loro di proiettarsi in un contesto privo di stress per imparare processi da replicare nella vita quotidiana

Stampa 3D

Le applicazioni delle tecnologie legate alla stampa 3D nel campo della medicina vanno oltre ogni capacità di immaginazione. Grazie alle potenzialità di personalizzazione estrema delle nuove stampanti mediche, è possibile (e lo sarà sempre di più in futuro) stampare velocemente protesi e addirittura organi e tessuti. La medicina rigenerativa, utilizzando le cellule umane nella tecnologia innovativa del bioprinting, potrà riprodurre organi ma anche pelle e ossa, sostituendo le plastiche e i polimeri che al momento la fanno da padrone nel campo delle biotecnologie.

Scoperte di questo tipo avranno un fortissimo impatto sulla disponibilità di organi, che non sarà più legata esclusivamente alle donazioni e ai decessi; ridurranno inoltre i pericoli legati al rigetto dei corpi estranei da parte dell’organismo umano. Pensiamo solo alle vittime di incendi e alla differenza che potrà fare, a livello sia fisico che psicologico, la possibilità di riprodurre porzioni importanti di pelle e sostituire quelle danneggiate senza doverle prelevare da altre parti del corpo.

Nanomedicina

Quant’è grande un nanometro? Corrisponde ad un miliardesimo di metro. Per avere un’idea delle proporzioni di cui stiamo parlando, ci basti considerare che il diametro del filo di una ragnatela misura 7000 nanometri. Ci è forse ora un po’ più chiaro quale può essere il livello di complessità di una tecnologia che crea dispositivi medici di queste dimensioni. In un futuro non sappiamo quanto prossimo, minuscoli dispositivi medicali potranno agire addirittura a livello di riparazione delle cellule.

Miglioreranno al contempo i processi di diagnosi, trattamento ma anche prevenzione di una vasta gamma di disturbi. Le chirurgie saranno meno invasive e la precisione degli interventi sarà aumentata a livello esponenziale.

Robot

I robot, molto diversi da quelli che la letteratura fantascientifica ci ha abituato ad immaginare, trovano già oggi infinite applicazioni nel campo della medicina. Questo tipo di innovazioni è solo all’inizio dell’espressione delle proprie potenzialità. Non è possibile prevedere una sola tipologia di utilizzo per queste macchine sempre più complesse, perciò ne analizzeremo alcuni esempi.

Protesi

Abbiamo già visto come il campo degli arti e degli organi artificiali sia stato rivoluzionato dalle tecnologie relative alle stampanti 3D. Un ulteriore passo avanti è stato fatto nella direzione dell’intelligenza artificiale. I laboratori del Massachusetts Institute of Technology hanno messo a punto tecnologie per cui gli arti trapiantati sono in grado di tracciare la propria posizione nello spazio e regolare di conseguenza i movimenti delle articolazioni, con centinaia di aggiustamenti al secondo. Per non parlare delle pelli bioniche che si interfacciano direttamente con il sistema nervoso e permettono di ricevere un feedback tattile molto simile a quello di una normale pelle umana.

Diagnostica meno invasiva

Gli esami diagnostici che prevedono l’introduzione di fotocamere e sondini all’interno del corpo (endoscopie) sono sicuramente invasivi e creano forte disagio in molti soggetti sensibili. Grazie alle innovazioni tecnologiche messe a punto negli ultimi anni sarà possibile ottenere risultati molto più precisi utilizzando minuscoli robot che potranno essere comandati a distanza e che raggiungeranno autonomamente il punto esatto da indagare, senza bisogno di fili.

Sembra impossibile, ad oggi, immaginare una gastroscopia la cui procedura si riduca ad ingoiare un robot delle dimensioni di una pillola e a guardare le fotografie che questo scatterà all’interno dell’apparato digerente, trasmettendole all’apparecchio diagnostico. Eppure presto questa sarà la norma, o almeno si spera.

nanomedicina tecnologie robot.jpg

Fonte: Euchiasmus/Wikimedia Commons

Esoscheletri

Il sogno di molte persone paralizzate che si realizza grazie ad una tecnologia talmente avanzata da sembrare fantascienza: tornare a camminare grazie agli esoscheletri robotizzati. Non sappiamo a che velocità si svilupperanno queste tecnologie, ma al momento è possibile tornare a camminare grazie ad una combinazione di movimenti preimpostati e di impulsi elettrici che regalano, in un certo senso, nuova vita a muscoli semi o totalmente atrofizzati. Lo staff di Interesting Engineering è abbastanza sicuro che non manchi molto tempo alla realizzazione e ampia distribuzione di esoscheletri direttamente controllati dalla mente.

Per ulteriori approfondimenti:

E tu cosa ne pensi? Credi che i robot arriveranno a sostituire l’intervento umano o sei del parere che reale e virtuale dovranno necessariamente continuare a coesistere per ottenere buoni risultati medici ma anche relazionali? Dicci la tua nei commenti qui sotto. La tua opinione conta!

Pubblicato in Scienza e tecnologia il 09 settembre 2019 alle 14:30

Commenti

Avatar utente Sabrina - 06 dicembre 2019 08:24
Sono del parere che reale e virtuale dovranno necessariamente continuare a coesistere per ottenere buoni risultati medici ma anche relazionali.. Senza l'uomo è tutto limitato



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